Dicono di lui: un angelo, con una voce femminile dentro un corpo maschile.
Lui è modesto e replica:
“Per me Nina Simone aveva una voce d’angelo: era una naturale espressione di gioia, della misteriosa esperienza dell’essere vivi“
Dicono di lui: un angelo, con una voce femminile dentro un corpo maschile.
Lui è modesto e replica:
“Per me Nina Simone aveva una voce d’angelo: era una naturale espressione di gioia, della misteriosa esperienza dell’essere vivi“
Inserito in Antony and the Johnsons
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Le sue canzoni hanno sempre una speciale intimità.
“Vengono dalla mia vita, dalle esperienze e dalla percezione del mondo. Anche dai sogni e dalla vita interiore. Non la inseguo consciamente ma emerge nel tempo, il processo creativo è lento e procede per accumulazione. Cresce come la corteccia sugli alberi, i capelli o le unghie. Le esperienze e le percezioni si rinforzano e man mano mi rendo conto di un certo gesto”.
Che cos’è per lei la musica?
“Mi sono sempre rivolto alla musica come al luogo dove potevo esprimere le questioni del mio cuore o del mio spirito. Da bambino, anche quando ero molto isolato vi trovavo grande sollievo, mi permetteva di essere espressivo ed espansivo, come in una sorta di spazio segreto. La musica e l’espressione creativa, è sacra per me, per questo la prendo molto sul serio. Non che io non possa essere leggero e divertirmi, ma la creatività è una specie di base a partire dalla quale interagisco con il mondo”.
…..Antony and The Johnsons “Le mie note di frontiera” – Bari – Repubblica.it.
Inserito in Antony and the Johnsons
Bocephus King arriva per la prima volta dalle nostre parti, e sicuramente si tratta di un personaggio molto singolare che suscita parecchia curiosità proprio per la sua ‘estrosità’ refrattaria a precise e scontate categorizzazioni. Si è detto del cinema, e lui cita Fellini, Wenders, Scorsese, Humphrey Bogart, Montgomery Clift. Ma ci sono anche, nelle sue storie popolate di perdenti d’ogni sorta, riferimenti letterari a Kerouac e Carver ad Hunter S.Thompson a Henry Miller al poeta Robert Frost. E poi tanta musica americana di vara provenienza, da Dylan a Tom Waits, da Coltrane a Miles Davis, da Taj Mahal a Willie Nelson, da Hank Williams a Nina Simone.
Insomma, un “frullato” centrifugo scoppiettante e smisurato, che stilisticamente include di tutto, dal blues addirittura al vaudeville. Forse perché il giovane Bocephus ha passato parecchio tempo, più che nella natìa e compassata Vancouver, nella piovosa ma vivacissima Seattle, città ricca di cinema e teatro d’ogni genere oltreché di musica. Il suo nuovo album (King ha esordito nel 1996) s’intitola “Willie Dixon God Damn”, ed è stato accolto dalla critica come un ritorno alla sua produzione migliore. Accanto a King (voce e chitarra) sono sul palco Sean Cronin (basso), Paul Townsend (batteria) e Robin Layne (percussioni). B.M.
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Venerdì 4 marzo alle 22,30 sarà infatti la volta di “Cleo T.”, nuovo progetto di Clemence Leaute, ex cantante dei 21 Love Hotel. I parigini “Cleo T.” rileggono il folk americano in chiave chamber: contrabbasso, chitarra, lievi frasi di pianoforte e una batteria pazzolata avvolgono la mesmerica voce di Clemence, per nulla inferiore ad una Jolie Holland o una moderna Nina Simone.
Parole chiave:
da: Il folk americano in chiave chamberAl Buzz la rivelazione parigina “Cleo T.” – Giornale di Siracusa
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| Title | Composer | Time | ||||
|---|---|---|---|---|---|---|
| 1 | Everything Is New | 4:32 | ||||
| 2 | The Great White Ocean | 4:59 | ||||
| 3 | Ghost | 3:08 | ||||
| 4 | I’m in Love | 3:52 | ||||
| 5 | Violetta | 0:36 | ||||
| 6 | Swanlights | 6:07 | ||||
| 7 | The Spirit Was Gone | 3:17 | ||||
| 8 | Thank You for Your Love | 4:14 | ||||
| 9 | Flétta | Bjork | 4:23 | |||
| 10 | Salt Silver Oxygen | Muhly | 3:52 | |||
| 11 | Christina’s Farm | 7:23 |
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