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la più bella biografia finora pubblicata: David Brun – Lambert, Nina Simone : Une vie, Editons Flammarion, Paris 2005
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un monumento alla memoria: GODDAM”, A Tribute to Dr. Nina Simone goes on tour!, Antwerp, Belgium on April 21st, 2005 a cura di Roger Nupie
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Biografie
Nina Simone: la bambina e la stella

Interpretazioni di Strange Fruit
JazzFan ha scritto un denso testo dedicato a Billie Holiday.
Ottimo per accostare questa musicista vissuta in tempi difficili, quando la discriminazione razziale era infinitamente feroce e violenta.
Nina Simone ha, per certi versi, preso il testimone e continuato la sua lotta culturale e politica in tempi diversamente difficili rispetto agli anni ‘30 e ‘40.
Sulla linea Billie Holiday-Nina Simone si può leggere un pezzo della storia degli Stati Uniti alla metà del ‘900.
JazzFan mi ha ispirato una piccola antologia di interpretazioni di “Strange Fruit”.
Dopo la prima, di Billie Holiday, c’è quella di Nina Simone.
Le altre sono di: Dee Dee Bridgewater; Lou Rawls, Carmen Mc Rae e Cassandra Wilson
David Brun – Lambert, Nina Simone : Une vie, Editons Flammarion, Paris 2005

David Brun – Lambert, Nina Simone : Une vie, Editons Flammarion, Paris 2005
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Nina Simone, 21 febbraio 1933 – 21 aprile 2003. Infanzia
Immagina una bambina.
Immagina una bambina negra.
Immagina una bambina negra nata alle sei del 21 febbraio 1933 a Tryon, nello stato U.s.a. della Carolina.
Tuffiamoci nella storia di questa bambina che si chiama Eunice Kathleen Waymon e che diventerà, a vent’anni, un
“cigno nero” (in Live at Carnegie Hall, 1963)
con il nome di Nina Simone.
E’ la sesta dei sei figli del diacono John Divine Waymon e della reverenda Mary Kate Waymon. Una famiglia religiosa, con gli alti ed i bassi di tutte le famiglie religiose.
“Mia madre mi raccontava che da piccola mi era sufficiente vedere una immagine o sentire alla radio un programma con due o tre note di musica e io mi mettevo subito a canticchiare. Era in me, mi diceva: la musica era in me”
A cinque anni Eunice diventa la pianista della chiesa metodista di Tryon. E’ là che apprende il senso del ritmo e la comprensione istintiva di certe vibrazioni mistiche che userà sulla scena negli anni a venire. Di più: apprende il potere ipnotico della musica e dei fenomeni psichici che si producono attorno ad essa.
Una buona e gentile donna della borghesia bianca della città, Mrs Miller, si offre di pagarle un corso di piano dalla professoressa Muriel Massinovitch, da lei ricordata come “Mazzy”.
“Fino ai suoi dodici anni Eunice Waymon prenderà tutti i sabato mattina il cammino verso la casa nel bosco, dove abitava Mazzy. Tre chilometri a piedi in andata e tre al ritorno percorsi come un rituale”
In David Brun-Lambert, Nina Simone. Une vie, Editions Flammarion, 2005, p. 24
Tradotto in Italia in questi giorni: David Brun-Lambert, Nina Simone. Una vita,traduzione di Laura Cecilia Dapelli, Kowalski Apogeo, 2008, p. 450
Allora … la immagini questa bambina? … la vedi? …
Durante quelle lezioni Eunice impara i fondamenti della musica classica. E impara a leggere e scrivere le note, a comprendere i ritmi e a cantare una melodia.
Mazzy la inizia a Mozart, le presenta Liszt e soprattutto Bach. Attraverso Bach la ragazzina ritrova le emozioni che aveva provato nella chiesa. E’ qui che matura la sua arte della contaminazione: a partire dal mettere assieme Bach e i Gospel.
Dirà Nina Simone:
“Ammiro Bach più di ogni altro compositore del mondo. Sul piano tecnico era puro: nessuna nota arbitraria in lui. Ed era perfetto anche sul piano emozionale”
Op. cit., pag. 25
Fra i sei e i dieci anni Eunice Waymon lavora al piano tre ore al giorno, poi passa a quattro e poi a sei ore di pratica quotidiana. Un programma cui si aggiungevano la scuola e le domeniche ad accompagnare le funzioni religiose.
Eccola, molti anni dopo, in quell’ambiente:
A dieci anni appena Eunice era già “costretta” al successo. Viene invitata a dare un recital al municipio di Tryon in presenza delle autorità locali. Ed è in questa occasione che rivela in ampio anticipo i suo carattere. Quando una coppia di bianchi chiede ai genitori di spostarsi dai posti in prima fila, la bambina si alza dallo sgabello del piano, protesta e dichiara che non avrebbe suonato se i genitori non fossero rimasti al loro posto.
Scriverà poi:
“Il mondo mi appariva sotto una luce diversa e capii che nulla sarebbe stato semplice”
Op. cit. p. 30
Tutto il tempo di Eunice era consegnato alla musica e al piano. Una vita senza la leggerezza di solito accordata alle ragazzine della sua età.
Mozart, Liszt, Bach erano i ritratti di musicisti bianchi affissi sui muri della sua camera. Ore trascorse ad apprendere i loro spartiti, a memorizzarne ogni nuance, ogni silenzio, a ripetere, fino a quando le sue mani non ne potevano più, gli stessi esercizi di arpeggio in tutte le tonalità.
Non abbiamo documenti sonori di questi anni. Ma quando Nina Simone parteciperà con un successo eccezionale al Carnegie Hall nel 1963, nella scaletta della serata mise, stupendo il pubblico:
in Live at Carnegie Hall, 1963
Bene, caro passante, forse hai visto con me questa bambina durante la sua infanzia.
Ad ogni ricorrenza ricostruirò una parte della sua biografia musicale.
Fiori, Fiori per Nina, Nina Simone
in Live at Montreux, 1976

