Nina Simone, Little Girl Blue, Live at Montreux, 1976
Osserva Dodo:
Bellissimo video.
Continuo a pensare che, a differenza di molti altri musicisti, Nina Simone sia pienamente apprezzabile soprattutto quando, oltre a sentirla, abbiamo la possibilità di vederla. Come in questo caso.
Sono interpretazioni piene di dettagli, oltre che di incredibile tecnica e cuore.
Mi sono sorpreso a guardare la sua mano sinistra mai ferma. Quando non è impegnata negli accordi viene riposta in grembo, oppure alzata verso l’alto fino a colpire due volte almeno il microfono, oppure impegnata a spostare, con estrema delicatezza, avanti e indietro l’asticella dello stesso.
Magica atmosfera, addolcita da quel sussuro insomprensibile dal quale emerge chiara la sola parola ‘Africa’ (minuto 4:40) accompagnata da un sorriso.
e, ancora, mi scrive Papavero di Campo:
bellissima interpretazione
e lei bellissima!
voce-occhi-corpo in uno slittamento progressivo e vicendevole da naturalezza a sapienza energetica: il gesto è unico, la mimica ricchissima di espressioni, dolcezza s’intreccia a forza, e la voce ah la sua voce davvero e sempre è magia che avvolge come un panno caldo se sei intirizzito, come bava di vento se sei accaldato, come carezza calda e dolce di abbraccio materno se ti senti sperduto, come istinto di gioia che non vuoi controllare, come balsamo di lenimento se ti sei affaticato, come soffio di vita senza avere paura, come preghiera alla vita affidandoti ad essa, come abbandono in amore nelle braccia accoglienti, come casa dopo preregrinare nomadico..
la sua voce, per me, in me scatena una rassegna di emozioni, un campionario di vissuti, voce che si fa pensiero, voce raffinata voce elegante voce modulata, bisbigliata affermata accentuata rafforzata e accennata e sussurrata e voce silente e presente infine perché quando smette la sua voce c’è ancora, la senti ancora,
voce desiderata perché smuove il desiderio di ancora assaporare la sua magia..
Nina Simone è una vertigine psichica, un tuffo che vuoi rinnovare …
Alessandria. Dodicesima edizione di “SCATOLA SONORA”: “ELIS REGINA” e “NINA SIMONE”, di e con Emanuela Gramaglia e Ranieri Di Biagio (interpreti vocali) Con Claudio Flaminio, chitarra; Cesare Pizzetti, basso; Daniele Perini, pianoforte; Marco Parano, percussioni. A cura di Laura Conti ore 16,30 – Auditorium Pittaluga del Conservatorio “Vivaldi”, in via Parma 1
SPAZIOTESI, ORE 16.30
SPAZIOCIBO, ORE 18
SPAZIOCLASSICI, ORE 20.30
Apertura straordinaria Sale di Palazzo Cuttica in occasione del Festival: giovedì 18 giugno fino alle ore 22,30 e venerdì 19 giugno fino alle ore 18,30.
PROGRAMMA DEL 18 GIUGNO
SPAZIOTESI – “ELIS REGINA” e “NINA SIMONE” Di e con Emanuela Gramaglia e Ranieri Di Biagio (interpreti vocali) Con Claudio Flaminio, chitarra; Cesare Pizzetti, basso; Daniele Perini, pianoforte; Marco Parano, percussioni. A cura di Laura Conti ore 16,30 – Auditorium Pittaluga del Conservatorio “Vivaldi”, in via Parma 1 Le realissime e modernissime figure di Elis Regina e Nina Simone, che con il loro canto danno voce alla protesta politica delle donne sudamericane e di colore vengono fraccontate evocando le loro canzoni più celebri. Denominata dal suo stesso pubblico “Sacerdotessa del soul”, Nina Simone è stata un’artista “a tutto tondo”. Unica cantante di rilievo cresciuta nel panorama jazzistico degli anni ‘50 che si accompagnava al pianoforte e componeva molti dei suoi successi. Capace di modificare il suo stile nel tempo ha avuto una carriera professionale longeva, passando dagli standard jazz alla canzone di protesta come paladina dei diritti civili dei neri, dal Rhytm’n’blues al Soul, al Pop, il tutto miscelato dalla sua forte vicinanza culturale e musicale all’Africa, che l’ha resa interprete e autrice di forte personalità e piena di energia.Per tutto questo, lei stessa, ha scelto di essere chiamata non “Sacerdotessa del Soul” ma “Sacerdotessa della canzone”. Un percorso musicale che vuole rendere omaggio alla grande icona del Brasile, Elis Regina, portavoce musicale del popolo brasiliano e degli artisti esiliati durante il triste e buio periodo della dittatura militare dagli anni 60 agli anni 80. Il repertorio , tra musica popolare brasiliana e latin jazz, disegna una sintesi delle varie anime di Elis, che interpretava la saudade, il popolaresco samba, la cauta e allegra Bossa Nova ; una musica che miscela il jazz a strumenti, culture, popoli e religioni dell’America del Sud . Elis ha interpretato profondamente i piu’ grandi compositori del Brasile e per la sua carica esplosiva veniva soprannominata “Pimentinha” (il pepe piu’ pepato della canzone brasiliana) e “Furacao Elis” (Uragano Elis).
C’eravamo al concerto di
Antony and the Johnsons
alla Sala Verdi del Conservatorio di Milano
il 1° Aprile 2009

Eravamo in più di 1500 nella sala in discesa:
Antony Hegarty è stato anticipato da un angelo:



Poi ha preso posto sul palcoscenico con i the Johnsons: 2 violini, 1 violoncello, una batteria e un sax che si alternava alla chitarra.
E, infine, ha fatto musica d’arte con le sue canzoni che sono già dei classici

Qui sotto c’è la registrazione della stupenda serata musicale.
Mi scuso con gli amici ed i passanti: ci sono fruscii che non so eliminare. Ma usavo il piccolo registratore digitale Digital Voice Recorder Olympus WS-311M.
Forse qualcuno saprà come “pulire” l’audio.
Nei prossimi giorni estrarrò qualche perla di maggior valore fra i pezzi cantati e suonati quella sera di luce lunga e di magic moments.
Grazie all’aiuto di BirdAntony del Blog Almost Blue In Reverse (un vero esperto di musica e grande conoscitore di Antony Hegarty) sono anche in grado di aggiungere qui sotto la scaletta ed i musicisti:
1) Where is my power? (da ‘Epilepsy is dancing‘ singolo 2009)
2) Her eyes are underneath the ground (da ‘The crying light‘ 2009)
3) Epilepsy is dancing (da ‘The crying light‘ 2009)
4) One dove (da ‘The crying light‘ 2009)
5) For today I am a boy (da ‘I am a bird now‘ 2005)
6) Kiss my name (da ‘The crying light‘ 2009)
7) Everglade (da ‘The crying light‘ 2009)
8) Another world (da ‘The crying light’ 2009)
9) Shake that devil (da ‘Another world‘ singolo 2008)
10) The crying light (da ‘The crying light‘ 2009)
11) I fell in love with a dead boy (da ‘I fell in love with a dead boy‘ singolo 2001)
12) Fistful of love (da ‘I am a bird now‘ 2005)
13) You are my sister (da ‘I am a bird now‘ 2005)
14) Twilight (da ‘Antony & The Johnsons, 2000)
15) Aeon (da ‘The crying light‘ 2009)
BIS:
16) Cripple and the starfish (da ‘Antony & The Johnsons’ 2000)
17) Hope there’s someone (da ‘I am a bird now‘ 2005).
Musicisti:
Antony Hegarty: voce e piano;
Jeff Langston: basso;
Parker Kindred: batteria;
Rob Moose: chitarra acustica, secondo violino e cori;
Julia Kent: violoncello;
Maxim Moston: violino;
Doug Wieselman: sax, chitarra elettrica.
ecco il concerto:
Antony and the Johnsons, Live at Conservatorio di Milano, Sala Verdi, 1 Aprile 2009
in un’unica traccia di 1h, 46m
Ne me quitte pas
Aliceyidulcinea ha ridisegnato, aggiungendo un altro volto, Nina Simone.

Racconta che l’ispirazione le è venuta ascoltando “Ne me quitte pas“
La canzone è un classico del cantante belga Jacques Brel
e lui l’ha creata e la canta così:
Nina Simone la rilegge e re-interpreta così:

Caricato da yassinebellemlih
Ne me quitte pas
Il faut oublier
Tout peut s’oublier
Qui s’enfuit déjà
Oublier le temps
Des malentendus
Et le temps perdu
A savoir comment
Oublier ces heures
Qui tuaient parfois
A coups de pourquoi
Le cœur du bonheur
Ne me quitte pas
Ne me quitte pas
Ne me quitte pas
Ne me quitte pas
Moi je t’offrirai
Des perles de pluie
Venues de pays
Où il ne pleut pas
Je creuserai la terre
Jusqu’après ma mort
Pour couvrir ton corps
D’or et de lumière
Je ferai un domaine
Où l’amour sera roi
Où l’amour sera loi
Où tu seras reine
Ne me quitte pas
Ne me quitte pas
Ne me quitte pas
Ne me quitte pas
Ne me quitte pas
Je t’inventerai
Des mots insensés
Que tu comprendras
Je te parlerai
De ces amants-là
Qui ont vu deux fois
Leurs cœurs s’embraser
Je te raconterai
L’histoire de ce roi
Mort de n’avoir pas
Pu te rencontrer
Ne me quitte pas
Ne me quitte pas
Ne me quitte pas
Ne me quitte pas
On a vu souvent
Rejaillir le feu
D’un ancien volcan
Qu’on croyait trop vieux
Il est paraît-il
Des terres brûlées
Donnant plus de blé
Qu’un meilleur avril
Et quand vient le soir
Pour qu’un ciel flamboie
Le rouge et le noir
Ne s’épousent-ils pas
Ne me quitte pas
Ne me quitte pas
Ne me quitte pas
Ne me quitte pas
Ne me quitte pas
Je ne vais plus pleurer
Je ne vais plus parler
Je me cacherai là
A te regarder
Danser et sourire
Et à t’écouter
Chanter et puis rire
Laisse-moi devenir
L’ombre de ton ombre
L’ombre de ta main
L’ombre de ton chien
Ne me quitte pas
Ne me quitte pas
Ne me quitte pas
Ne me quitte pas
Non lasciarmi solo.
Tutti i malintesi,
Tutti i giorni spesi
Per dimenticare
Li si può scordare,
Possono svanire
Come il tempo usato
Per recriminare
Le parole dure,
Le domande poste
Solo per colpire
Il futuro al cuore.
Non lasciarmi solo,
Non lasciarmi solo,
Non lasciarmi solo,
Non lasciarmi solo.
Ti offrirò le gocce
Di un solo concerto,
Quelle rare perle
Scese sul deserto
Per coprirti il corpo
D’amore e di luce.
Scaverò la terra
Sotto la tua croce,
Ne farò un dominio
Dove amare è il verbo,
Dove amore è vero
E tu ne avrai l’impero.
Ma non lasciarmi solo,
Non lasciarmi solo,
Non lasciarmi solo,
Non lasciarmi solo.
Non lasciarmi solo.
Io ti inventerò
Le parole ignote,
Logiche insensate,
Ti racconterò
Di due condannati
Arsi per amore
E per amor rinati.
E ti parlerò
Di quei desideri
Morti disperati
Perché tu non c’eri.
Ma non lasciarmi solo,
Non lasciarmi solo,
Non lasciarmi solo,
Non lasciarmi solo.
A volte riavvampa
Lo sbocco violento
Del vecchio vulcano
Creduto già spento.
A volte germoglia
Su terre bruciate
Un grano migliore
Di più ricca estate.
E sarà tramonto
Di un fiammante cielo
Solo confondendo
Il rosso con il nero.
Non lasciarmi solo,
Non lasciarmi solo,
Non lasciarmi solo,
Non lasciarmi solo.
Non lasciarmi solo.
No, non piango, no.
Neanche una parola,
Mi nasconderò
A vederti vivere,
Ballare,
A sentirti ridere,
Cantare.
Fammi diventare
L’ombra della tua ombra,
L’ombra della tua mano,
L’ombra del tuo cane,
Ma non lasciarmi solo,
Non lasciarmi solo,
Non lasciarmi solo,
Non lasciarmi solo.
“Solitario tetto di note soffuse … Poesia e disegno di aliceydulcinea.splinder.com/
Solitario tetto di note soffuse
Instabile certezza d’illusioni
Fili colorati di memoria
traboccanti tenerezza.

Poesia e disegno di aliceydulcinea.splinder.com/
Nina Simone: anniversario
Il 21 aprile di 6 anni fa moriva Nina Simone.
Non c’è più, ma la si può ricordare.
clicca qui:
Sing the Truth: Hommage to Nina Simone feat. Dianne Reeves, Lizz Wright, Angélique Kidjo, Simone & Al Shackman 5tet + Lauryn Hill + Naturally 7 Auditorium Stravinski, 20h (8 p.m.)
Sing the Truth (Exclusivité suisse) Recevoir l’hommage à Nina Simone était une évidence pour Claude Nobs. En quatre passage au Festival (1968, 1976,1987, 1990), la pianiste a marqué le public et tissé des liens forts avec le fondateur. Durant les périodes un peu sombre de sa carrière, Claude Nobs a toujours soutenu Nina Simone. Car malgré son talent aussi exceptionnel que précoce, celle qui a été une militante des droits civiques aura alterné les hauts et les bas dans sa carrière. ” Sing the Truth ” est l’occasion de célébrer un répertoire impressionnant de profondeur avec des voix de grande qualité, notamment celle de la fille de Nina. Avec: Dianne Reeves, Lizz Wright, Angélique Kidjo, Simone & Al Shackman 5tet
Samedi 11 juillet 2009 – Montreux 43rd MONTREUX JAZZ FESTIVAL
Sing the Truth: Hommage to Nina Simone feat. Dianne Reeves, Lizz Wright, Angélique Kidjo, Simone & Al Shackman 5tet + Lauryn Hill + Naturally 7 Auditorium Stravinski, 20h (8 p.m.)
Montreux Jazz Festival 2009: tributo a Nina Simone, la regina del blues e del soul scomparsa 6 anni fa, con Dianne Reeves, Lizz Wright e Angelique Kidjo (11 luglio)
Il Montreux Jazz Festival, il più importante e storico evento musicale svizzero, combatte la crisi presentando un cartellone come al solito molto ricco, per l’edizione di quest’anno. La rassegna del patron Claude Nobs si terrà dal 3 al 18 luglio. Tra i protagonisti, B.B. King, Herbie Hancock, Black Eyed Peas e Lauryn Hill. In tutto, il cartellone della 43ma edizione del festival comprende un migliaio di musicisti per 90 concerti che offriranno un “panorama musicale a 360 gradi”. Montreux propone anche moltissimi eventi gratuiti, dalla mattina alla sera. Da notare il ritorno in Svizzera di B.B. King (supporter Susan Tedeschi, il 12 luglio): il grande bluesman (83 anni) aveva “dato l’addio” ai concerti in Europa proprio a Montreux, tre anni fa. Il festival propone quest’anno un tributo a Nina Simone, la regina del blues e del soul scomparsa 6 anni fa, con Dianne Reeves, Lizz Wright e Angelique Kidjo (11 luglio). Il 4 luglio, ci sarà una giornata musicale per la festa nazionale americana, con tra gli altri gli Steely Dan e la Dave Matthews Band. In programma anche una tre giorni di tributo al fondatore della Island Records, Chris Blackwell.Altre attrazioni del festival sono Jamie Cullum, Eric Lewis, McCoy Tyner, Jeff Beck, George Benson, David Sanborn, Solomon Burke, Marianne Faithfull e Donna Summer. Herbie Hancock si esibirà, il 5 luglio, insieme al pianista classico cinese Lang Lang e l’Orchestre Nationale de Lyon.
in http://www.musiclink.it/dettaglio_v2.php?id=9696



